Star Trek: Aurora

Ho iniziato questo blog, da affiancare al profilo Facebook, per supportare e promuovere il mio esordio letterario “Lei, Arianna”. Non è che abbia funzionato molto.

Star Trek Aurora Kara in camicia
Kara Carpenter in camicia da notte

Mi sarei aspettata che il sito ricevesse delle visite casuali da utenti alla ricerca di argomenti correlati al romanzo: moda, amore, romanticismo, transgender etc. Neanche una visita, in molti mesi. La mia precedente esperienza sui blog era stata molto più soddisfacente. A dispetto di uno sforzo relativamente piccolo, attirava molta più attenzione per il solo argomento trattato: Star Trek.

E così eccomi a scrivere di Star Trek.

Per una combinazione… astrale, l’associazione di idee non è poi così fuori luogo. Infatti il mio amico Tim Vining ha recentemente messo on-line il secondo episodio del suo lavoro che, manco a dirlo, discute scherzosamente sul cambio di ruolo tra donna e uomo.

Star Trek Aurora

Star Trek Aurora è una serie di episodi amatoriale in computer-graphics basata sugli elementi narrativi della famosa produzione televisiva e cinematografica da cui prende il nome: Star Trek, appunto.

Star Trek Aurora plancia dell'astronave  Star Trek Aurora

Aurora è ambientata in un futuro, avanti di 2 secoli e mezzo, dove i viaggi interstellari hanno messo in contatto civiltà, forme di vita e culture tra le più disparate. L’astronave Aurora è un piccolo mercantile dall’equipaggio tutto al femminile, comandato da un improvvisato capitano, Kara, terrestre, assistita da uno scrupoloso ufficiale, T’Ling, del pianeta Vulcano.

Nell’episodio uscito appena 2 mesi fa, Mudd in your I (Fango nell’ego), T’Ling assume una pozione afrodisiaca scambiata per analgesico. La pozione ha sorprendenti effetti collaterali sul DNA della vulcaniana, la trasforma in un… maschio. Oltre agli ovvi divertenti equivoci, le due… ehm… l’equipaggio va a caccia del sedicente farmacista, Fango, ideatore della pozione, per costringerlo a creare un antidoto. Nella loro ricerca scoprono che Fango ha seminato altre vittime, ma non tutte l’hanno presa così male.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *