Jason vs Arianna

Castità: valore aggiunto della Fede e della vita matrimoniale?

 

Jason il coraggio di viverecover Lei Arianna

Cosa hanno in comune Jason, un timido ragazzo di Chicago, e Arianna, un’esuberante ragazza del Sud trapiantata nella provincia americana?

“Jason, il coraggio di vivere” di Debora Fazio è uno dei primi libri che ho letto dopo la pubblicazione del mio esordio “Lei, Arianna”. Storie completamente diverse, eppure alcuni elementi sorprendentemente in comune, uno in particolare: l’approccio al sesso pre-matrimoniale.

Entrambi i personaggi si prefiggono di praticare la castità in attesa del matrimonio, anche se con risultati e conclusioni opposte.

Rimando ad altre sedi i pareri sulla bontà dei romanzi, da cui, tuttavia, prendo spunto per introdurre un argomento tanto vecchio quanto frainteso.

Un passo indietro. Consentitemi la semplificazione: la religione Cristiana condanna l’adulterio e quindi il sesso al di fuori del matrimonio. Detto così, sembra insegnare un concetto nobile, ovvero la fedeltà, ed è così. L’espressione “fuori dal matrimonio”, tuttavia, implica anche prima della promessa matrimoniale,  e mi sorprende quanti non la vedano così.

La bravissima autrice Debora Fazio, per sua stessa ammissione nelle note finali del citato romanzo, nel suo libro intenzionalmente promuove la castità come scelta religiosa, essendo lei Cristiana Protestante Evangelica Battista. La sottoscritta, autrice di Lei, Arianna, da umile Cattolica, affronta similmente la questione, in modo molto più critico, tenendo altresì un occhio al fattore religioso. Ringrazio Debora che con il suo libro mi ha dato l’opportunità di iniziare questa riflessione.

Non che ce ne fosse bisogno, ma vorrei tentare di fornire una motivazione all’insegnamento cristiano di dare un giusto equilibrio alla sessualità. Gesù ci mette in guardia dal farci coinvolgere troppo dai piaceri terreni — e il sesso è uno di quelli che può travolgere i sensi — in quanto questi rischiano di distogliere l’attenzione dall’amore verso Dio. In altre parole, l’essere umano potrebbe confondere l’amore fisico, sia esso sesso o invaghimento, per una cosa molto più profonda, intima, originata dall’anima, quale deve essere l’amore per il prossimo e soprattutto per Lui.

Devo ammettere che questo concetto, pur esplorato per anni, l’ho davvero capito solo leggendo uno scritto molto interessante, anche se flebilmente avversato dalle istituzioni cattoliche, ovvero l’Evangelo di Maria Valtorta, una mistica religiosa che ha praticamente riscritto, a metà del 20° secolo, la vita di Gesù.

Anche se può sembrare un precetto meramente religioso, sono tanti i buoni motivi rimandare la prima volta fino al fatidico sì.

Il più ovvio è l’orgoglio di poter dire, al proprio consorte, di essere stato il primo e l’unico, o la prima e l’unica, con cui si è mai fatto l’amore.

E’ anche importante citare il valore personale rappresentato dalla prima volta, un momento molto importante per l’uomo, ma soprattutto per la donna, che ne subisce una reale trasformazione fisica. Fare sesso in giovane età con il primo che capita o, più precisamente, con un partner che non ha l’affezione tipica di chi è convinto di voler stare insieme per lungo tempo o per la vita, e che quindi non pensa al piacere reciproco ma solo al proprio, può portare al fallimento di un esperienza così importante con conseguente dolore fisico, risvolti psicologici o semplice delusione per aver gettato alle ortiche un’occasione che non si ripresenterà mai più.

Non meno importante il fatto che il sesso fatto con poca maturità, o con poca attenzione, può spargere malattie e figli e, per questo, anche rovinare famiglie.

Le due autrici dichiarano apertamente di aver praticato la castità prima del matrimonio, io ammettendolo pubblicamente per la prima volta in questo blog, incoraggiata dall’esempio della nostra amica Debora.

Ma… c’è un ma. Con l’esperienza di un lungo casto fidanzamento e un ormai lungo matrimonio, ho maturato il dubbio che la castità pre-matrimoniale, in fondo, non sia un valore aggiunto né per la Fede, né per l’amore verso il prossimo, né per una sana riuscita matrimoniale.

Oggi osservo nella mia vita e nei racconti delle mie amiche in situazioni simile alle nostre, che abbiamo tutti una visione alquanto distorta e personale della sessualità. Alcuni ne parlano come un’umiliazione (specialmente riferito alle donne), alcune donne lo considerano un favore da fare ai mariti, alcune coppie lo considerano come una cosa da abbandonare in caso di esistenza di figli, alcuni demonizzano tutti i metodi anticoncezionali, alcuni catechisti sono costretti a matrimoni riparatori, molti sono i divorzi inaspettati.

Al di là degli episodi specifici, l’idea che mi sono fatta è che della sessualità, della sana sessualità, se ne sa davvero poco e se ne parla anche meno, favorendo equivoci e situazioni spiacevoli. Ciò accade lo stesso anche se, per motivi religiosi o di fedeltà, si rimanda il momento a quando si è più maturi, maturità che sembra non arrivare mai. A poco servono i corsi prematrimoniali e di supporto alla famiglia, anche organizzati da istituzioni religiose, se si arriva a un passo così importante non solo con ignoranza, ma con idee confuse.

Poco importa essere una donna che si interroga, si informa, si mette in gioco, se il partner ha un grado di religiosità diversa oppure è fuorviato da pregiudizi, non manifestati durante il fidanzamento. Non trascuriamo il fatto che con il tempo si può cambiare, cioè le aspettative durante il fidanzamento possono trasformarsi in attese diverse nei primi anni di vita insieme e in desideri più intensi dopo dieci anni di matrimonio.

A questo punto, ignoranza per ignoranza, sto seriamente valutando l’idea che è meglio cominciare subito con il sesso che arrivare frustrati al decimo anniversario di matrimonio.

C’è anche dell’altro. Oggigiorno i motivi per cui perdiamo il rispetto per il prossimo o ci allontaniamo dalla Fede sono il materialismo, le ore passate sui telefonini sui social, l’arrivismo, e le cose che fanno male alla società sono la disoccupazione, l’alcool, il fumo, le droghe, la pedofilia, non certo dei ventenni che fanno l’amore. Trovo davvero sprecato il tempo che si dedica a distogliere i giovani dalla sessualità quando ci si dovrebbe sforzare a allontanare gli adulti dalla corruzione.

Onestamente, ai miei figli che si approssimano alla pubertà, sto decidendo di insegnare, insieme ai valori del rispetto e dell’equilibrio, i concetti per capire cos’è il sesso e di decidere quando è opportuno farlo in modo sicuro.

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